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Col passare del tempo mi sono via via resa conto che una delle cose più preziose che abbiamo sono i ricordi. Può sembrare banale, ma è così quasi per tutti.

Ed ecco perché esistono gli album di foto o, meglio, le foto conservate nel cloud, gli oggetti raccolti durante i viaggi, quelli che regaliamo o che ci vengono donati nei momenti importanti della nostra vita. Lo scopo è sempre quello: rievocare nel tempo qualcosa che non vogliamo scordare, perché anche i ricordi col passare del tempo sbiadiscono, ma le cose tangibili sembrano poterli catturare. Cosi oggi, se vivo qualche momento che non voglio dimenticare, lo scrivo, per renderlo eterno. Il primo di questi racconti è nato proprio per questo motivo, poi sono seguiti gli altri.

Sono interviste a capitani d’impresa, imprenditori del territorio, non solo di origini cremonesi ma anche con radici in altre città e persino oltre confine, accomunati dal successo e dal fatto di essere, per motivi diversi, persone splendide, generose e singolari, capaci di restituire alla società ciò che hanno ricevuto. Sono voci di generazioni diverse, alcuni hanno portato avanti l’eredità di famiglia, rinnovandola con slancio, altri hanno costruito tutto dal nulla, trasformando una semplice intuizione in una solida realtà imprenditoriale.

La raccolta ci consente di scoprire le connessioni tra le loro esperienze personali e il contesto storico, sociale e culturale in cui hanno vissuto e vivono, ma vuole anche essere un tributo alle loro vite, per riconoscere il valore delle loro esperienze e per onorarne le sfide e la saggezza.

Queste testimonianze dimostrano come il talento, l’impegno la dedizione totale al proprio lavoro possano superare ogni confine e come la diversità possa arricchire un territorio e generare successo imprenditoriale.

C’è, inoltre, anche il ricordo di un grande imprenditore prematuramente scomparso, la cui eredità vive nel movimento di solidarietà a lui dedicato.

Ritengo sia giusto che le storie di questi imprenditori appartengano a tutti, affinché non vadano perdute e possano, col loro esempio, ispirare le generazioni a venire suscitando vocazione imprenditoriale.

Loro sono i Capitani Vittoriosi e leggendo, se ne può capire il perché.

Luisella Bianchini